Gian Gastone de Medici

L’ultimo granduca di una grande dinastia

Il 9 Luglio del 1737 moriva ๐†๐ข๐š๐ง ๐†๐š๐ฌ๐ญ๐จ๐ง๐ž, l’ultimo granduca della famiglia Medici.Le cronache a lui coeve non hanno mai fornito un ritratto lusinghiero. Eโ€™ stato descritto dai suoi contemporanei come un uomo obeso, bizzoso e dalla condotta lasciva, dedita ai piaceri della carne e della gola.

Il suo primo consigliere, il bel ๐†๐ข๐ฎ๐ฅ๐ข๐š๐ง๐จ ๐ƒ๐š๐ฆ๐ข era solito procacciare per il granduca decine di ragazzi di borgata dal fisico svelto e tonico, i quali dovevano allietare i capricciosi occhi granducali e non solo. Probabilmente, certa storiografia ha indugiato troppo nel raccontare questo personaggio dal foro della serratura; ma fortunatamente nell’ultimo periodo tale controverso regnante รจ in corso di rivalutazione.

๐†๐ข๐š๐ง ๐†๐š๐ฌ๐ญ๐จ๐ง๐ž fu il terzogenito di ๐‚๐จ๐ฌ๐ข๐ฆ๐จ ๐ˆ๐ˆ๐ˆ e per questo motivo non ricevette un’educazione finalizzata alla gestione della cosa pubblica. Egli passรฒ i suoi anni giovanili ritirato nel periferico giardino del cavaliere, all’interno di Boboli, dove ricevette un’erudita ed eclettica educazione, lontano dagli affetti genitoriali.

๐€๐ง๐ง๐š ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐š ๐‹๐ฎ๐ข๐ฌ๐š sua sorella maggiore, lo costrinse a sposare una nobile vedova del nord Europa, Anna Maria Francesca di Lauenburg, e ๐†๐ข๐š๐ง ๐†๐š๐ฌ๐ญ๐จ๐ง๐ž a malincuore dovette partire per raggiungerla nelle desolate lande della Boemia. L’ambiente ostile e la tempra teutonica della consorte misero a dura prova il gentile e sensibile carattere dell’ultimo uomo di casa Medici, che per distrarsi dalla depressione iniziรฒ a frequentare la vita mondana di Praga, cadendo nel gioco d’azzardo e nell’alcol.

Prima la morte del fratello Ferdinando (1713), poi quella del padre (1723), chiamarono ๐†๐ข๐š๐ง ๐†๐š๐ฌ๐ญ๐จ๐ง๐ž a dover assolvere al difficile ruolo di governo dello Stato toscano.

L’ultimo granduca Medici, nonostante i suoi vizi privati e la sua latente depressione, si dimostrรฒ un buon sovrano: si pensi che durante il suo regno non fu mai applicata la pena di morte, in coerenza con la sua mentalitร  aperta e sensibile, inoltre attuรฒ una politica laica che ridusse i privilegi della classe ecclesiastica.

Infine nel 1737, anno della sua morte, ordinรฒ la traslazione delle spoglie di ๐†๐š๐ฅ๐ข๐ž๐จ ๐†๐š๐ฅ๐ข๐ฅ๐ž๐ข all’interno della Basilica di Santa Croce. Lo scienziato, macchiato dalle accuse del Sant’Uffizio, era sepolto in via punitiva nella cappella Medici o del Noviziato all’esterno della chiesa stessa. Con questo gesto, ๐†๐ข๐š๐ง ๐†๐š๐ฌ๐ญ๐จ๐ง๐ž riabilitรฒ in modo definitivo la memoria di Galilei, dimostrando a sua volta l’altezza delle proprie idee.

Franz Ferdinand Richter – Gian Gastone de’ Medici – 1737

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